L'Autore rilegge e dà significato all'opera di Vilfredo Pareto, cercando di superare la barriera della maggiore o minore «utilità sociale» delle teorie paretiane per cogliere la corrispondenza fra tali teorie e la realtà o, come meglio si direbbe, (poiché la realtà al singolare non è che un'astrazione) tra queste e almeno una delle possibili dimensioni del reale, che non può non considerare con la dovuta attenzione l'evoluzione del pensiero paretiano negli anni che vanno dal 1897 al 1910