Di fronte al vecchio antropocentrismo, gli autori affermano la necessità di una svolta biocentrica del pensiero. Struttura portante di questo nuovo discorso diventa la Comunità biotica della quale facciamo tutti parte, dal regno minerale a quello vegetale e animale.
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Si capisce che non è possibile considerare isolatamente l’essere umano, non è possibile neppure far riferimento solo alla specie umana, ma bisogna fare “mente locale”, imparare l’arte di abitare la terra sentendosi parte dell’intera comunità degli esseri viventi. Si tratta, come fanno notare gli autori, di una nuova etica che «allarga i confini della comunità per includervi suoli, acque, piante e animali e, in una parola, la terra» (Leopold 1949)
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