Molta pedagogia contemporanea pare ossessionata dalla presunta necessità di elaborare tecniche e strategie sempre più raffinate al fine di consegnare ai discenti competenze culturali e sistemi di segni.
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Ciò anche in conseguenza di una concezione dell'uomo (e della sua "evoluzione" da bambino ad adulto) basata sulla sua individualità e sulla distinzione oppositiva e competitiva fra uomo e mondo, fra sé e altro da sé. L'autore propone una sorta di pedagogia del ricongiungimento fra i soggetti e il contesto all'interno del quale ciascuno vive. L'isopoiesi è la possibilità di scoprirsi e sentirsi simili e non disgiunti dal cosmo di cui siamo parte. Simili (ISO) non già nella staticità astratta dell'"idea" o attraverso la pratica rarefatta e spesso inautentica della "contemplazione", ma attraverso il POIEIN, il fare. (Estratto dalla quarta di copertina)